LA VALIDITÀ DELLA TARGA PROVA IN ATTESA DI UNA CHIARIFICAZIONE NORMATIVA

Umberto Coccia | Patrocinatore stragiudiziale

La questione della targa prova è una questione sulla quale si legifera e sentenzia da diverso tempo. Un paio di anni fa mentre la Polizia Stradale era contraria all’uso sui veicoli già immatricolati, la Motorizzazione restava favorevole alla prassi consolidata di permettere la circolazione con la targa prova sovrapposta a quella originale per auto e moto sprovviste di assicurazione propria. Nel maggio del 2018 i Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e Trasporti avevano rinviato la soluzione del problema al pronunciamento del Consiglio di Stato. Insieme alla situazione, erano state “congelate” anche le relative sanzioni.

La pronuncia del consiglio di Stato si fa attendere e nel frattempo è stato presentato in Parlamento un apposito disegno di legge (A.C. 1365), volto proprio a modificare il D.P.R. 474/2001, al fine di disambiguare la normativa sulla copertura di responsabilità civile per le targhe prova. Ora la questione diviene di scottante attualità a seguito di un paio di recenti pronunce della Corte di Cassazione, riguardanti lo stesso caso, segnatamente la nr 17665 del 25 agosto 2020 e la 28433 del 14 dicembre 2020.

Perché questa questione riguarda anche l’attività del Patrocinatore stragiudiziale?

Perché capita non di rado di essere chiamati a gestire sinistri in cui sono rimasti coinvolti veicoli che “esponevano” la targa prova al momento dell’evento avverso. Ad esempio, quando il responsabile di una officina meccanica stava collaudando un veicolo appena riparato – come nel caso delle pronunce della Suprema Corte – o, quando un potenziale acquirente stava provando un veicolo destinato alla vendita, temporaneamente nelle disponibilità di una concessionaria.

In questi casi chi tiene indenne il conducente e il proprietario di un veicolo che circola con la targa prova per i danni arrecati a terzi? La compagnia della targa prova o quella per la rca del veicolo?

Sul punto gli ermellini del “palazzaccio” non hanno dubbio alcuno: la seconda.

“Il veicolo già targato, anche se circola per esigenze di prova, a scopo dimostrativo o per collaudo, non può esibire la targa di prova, la quale deve essere applicata unicamente su veicoli privi di carta di circolazione.

Difatti, se la targa di prova presuppone l’autorizzazione ministeriale, e se quest’ultima può essere concessa solo per i veicoli privi di carta di circolazione, ne consegue che l’apposizione della targa di prova sui veicoli già targati è una prassi che non trova riscontro nella disciplina di settore. Di talchè dei danni derivanti dalla circolazione del veicolo già targato, che circoli con targa prova, deve rispondere – ove ne ricorrono i presupposti – solo l’assicuratore del veicolo e non l’assicuratore della targa di prova.”

Per completezza di informazione è bene precisare che, dopo la prima pronuncia dell’agosto scorso, l’Ania, l’Associazione Nazionale tra le Imprese Assicurative, il 23 settembre 2020 ha diramato una circolare che ha messo in evidenza come la sentenza della Corte di Cassazione riguardi il solo caso di veicolo già targato e già munito di regolare copertura assicurativa. È stato quindi richiesto alle compagnie assicurative di proseguire come da prassi: garantire la copertura di responsabilità civile per le targhe prova sia sui veicoli non immatricolarti sia su quelli immatricolati.

Umberto Coccia

Patrocinatore Stragiudiziale ex L. 4/2013, certificato UNI11477. Titolare dello Studio MG, team di esperti per il risarcimento del danno per il fatto illecito del terzo. Iscritto nel registro dei formatori professionisti AIF (Associazione Italiana Formatori), al nr 761. Formatore per Conaform, Consorzio Indipendente per la Formazione assicurativa e finanziaria. Ha organizzato ed erogato corsi di formazione, in materia di risarcimento del danno e su tematiche trasversali come public speaking, tecniche di vendita, comunicazione efficace, gestione delle obiezioni, intelligenza emotiva, gestione del tempo.